Eracle di Euripide

Eracle, tragedia di Euripide. Datazione approssimativa: 421-415 a.C.

Eracle di Eruipide

 

Premessa

Come in altre tragedie, anche nell’Eracle Euripide apporta modifiche non irrilevanti al mito della tradizione.

Il più evidente cambiamento è, in questo caso, lo spostamento dell’episodio oggetto dell’opera (folle eccidio di moglie e figli) in avanti nel tempo.

Secondo il ciclo mitico di  Eracle, infatti, l’uccisione dei figli e della moglie qui messe in scena costituirebbero la causa della servitù imposta da Zeus all’eroe e dunque sarebbero precedenti alle dodici fatiche di Eracle. 

Euripide invece introduce l’episodio come ultimo, successivo alle fatiche. 

Spiegheremo successivamente il perché di questa scelta.

Trama dell’Eracle

L’azione si svolge a Tebe. Eracle è assente nella prima parte del dramma, si trova infatti negli Inferi dove deve compiere l’ultima delle sue dodici fatiche: portare il cane Cerbero a Micene.

Tuttavia la sua assenza è solo apparente: Eracle è continuamente citato, ricordato dai personaggi del dramma, è atteso dai suoi. Nella città il tiranno Lico ha usurpato il potere approfittando della lunga assenza dell’eroe; poi, certo della sua morte, ha deciso di ucciderne la moglie Megara, i piccoli figli e il padre Anfitrione (ovviamente padre “adottivo” dal momento che il vero padre era Zeus) rimasti a Tebe.

Proprio quando la strage sta per essere consumata, ritorna dagli Inferi Eracle che, informato dei progetti dell’usurpatore, lo uccide.

Ma ecco che Era, nemica eterna dell’eroe, invia Lissa, la follia, insieme ad Iris a sconvolgergli la mente e a condurlo a uccidere la moglie e i figli – scambiati nell’invasamento dall’eroe per figli di Euristeo -. Quando Eracle è in procinto di uccidere anche il padre Anfitrione, ecco arrivare Atena che, colpendolo con una pietra, ne arresta la furia omicida facendolo svenire. 

Tornato in sé e compreso l’accaduto, Eracle prospetta il suicidio come unica, immediata, possibile soluzione. Tuttavia l’intervento di Teseo – che proprio Eracle ha da poco strappato ad Ade – lo salva.

Egli, sopraggiunto perché preoccupato per le notizie che gli erano giunte sui fatti di Tebe, riesce a dimostrare all’amico che solo gli dei sono responsabili dell’eccidio e, in virtù della sua amicizia (φιλία), lo convince a recarsi con lui ad Atene dove potrà ottenere la purificazione dal sangue versato.

Eracle e la follia nella tragedia di Euripide

Maria Greco

Lascia un commento