Umorismo

Una parola “abusata”: umorismo
Umorismo Enrico Nencioni
Già Enrico Nencioni nel 1884 – come nota Pirandello nel suo saggio “L’Umorismo” – notava l’ampio uso e abuso della parola “umorismo”:
“Dopo la parola romanticismo, la parola più abusata e sbagliata in Italia (in Italia soltanto?) è quella di umorismo. Se fossero realmente umoristi gli scrittori, i libri, i giornali battezzati con questo nome, noi non avremmo nulla da invidiare alla patria di Sterne e di Thackeray …
Non si potrebbe uscir di casa senza incontrar per la strada due o tre Cervantes e una mezza dozzina di Dickens… vogliamo solo notare fin da principio che vi è una babilonica confusione nell’interpretazione della voce umorismo. Per il gran numero, scrittore umoristico è lo scrittore che fa ridere: il comico, il burlesco, il satirico, il grottesco, il triviale: – la caricatura, la farsa, l’epigramma, il calembour si battezzano per umorismo: come da un pezzo si costuma di chiamare romantico tutto ciò che vi è di più arcadico e sentimentale, di più falso e barocco…”
 
Notizie su E. Nencioni – Wikipedia
Umorismo (differenza tra comicità e umorismo)
Definizione d’autore
Luigi Pirandello
La signora imbellettata (Pirandello)
“Vedo una vecchia signora, coi capelli ritinti, tutti unti non si sa di quale orribile manteca, e poi tutta goffamente imbellettata e parata d’abiti giovanili. Mi metto a ridere. Avverto che quella vecchia signora è il contrario di ciò che una vecchia rispettabile signora dovrebbe essere. Posso così, a prima giunta e superficialmente, arrestarmi a questa impressione comica.
Il comico è appunto un avvertimento del contrario.
Ma se ora interviene in me la riflessione, e mi suggerisce che quella vecchia signora non prova forse nessun piacere a pararsi così come un pappagallo, ma che forse ne soffre e lo fa soltanto perché pietosamente s’inganna che parata così, nascondendo così le rughe e la canizie, riesca a trattenere a sé l’amore del marito molto più giovane di lei, ecco che io non posso più riderne come prima, perché appunto la riflessione, lavorando in me, mi ha fatto andar oltre a quel primo avvertimento, o piuttosto, più addentro: da quel primo avvertimento del contrario mi ha fatto passare a questo sentimento del contrario.
Ed è tutta qui la differenza tra il comico e l’umoristico”.
E tuttavia lo stesso Pirandello avverte…
Gli “umorismi”
E tuttavia lo stesso Pirandello avverte: “Pensiamo a un gran bosco dove fossero parecchie famiglie di piante: querce, aceri, faggi, platani, pini, ecc.
Sommariamente, a prima vista, noi distingueremo le varie famiglie dall’altezza del fusto, dalla diversa gradazione del verde, insomma dalla configurazione generale di ciascuna.
Ma dobbiamo poi pensare che in ognuna di questa famiglie non solo un albero è diverso dall’altro, un tronco dall’altro, un ramo dall’altro, una fronda dall’altra, ma che fra tutta quella incommensurabile moltitudine di foglie non ve ne sono due, due sole, identiche tra loro”. E la stessa cosa, egli dice, vale per l’umorismo… Estratto da La vita intensa di M.Bontempelli