La vita intensa di Massimo Bontempelli – Pari e dispari

Milano primi del '900

la vita intensa di Massimo Bontempelli

 

 

La vita intensa di Massimo Bontempelli

In quest’opera Bontempelli presenta un mondo reale con “risvolti insoliti” (G.Cappello, “Invito alla lettura di Massimo Bontempelli”, Mursia), muovendosi tra comicità e umorismo.

 

Si passa infatti da episodi di vita quotidiana dall’andatura comica e con tratti di straniamento a episodi più segnatamente umoristici come quello della tabaccaia che – insolitamente – si suicida per uno scherzo da nulla.

 

*Massimo Bontempelli*

Pari e dispari

 

Non ci rimaneva dunque che andare a colazione. Infatti erano le 12.30, Domandai:

“Dove andiamo?”

“Non so. Scegli tu.”

“Io no. Ma limitiamo al scelta. Al Savini no, perché ci vanno troppe persone intelligenti e simili letterati. Cova? Biffi?”

“Tiriamo a sorte?”

“Buona idea. Arriviamo in piazza del Duomo. Al primo tranvai che incontriamo si guarda il numero, quello basso, sul parapetto giallo. Se la somma delle cifre è dispari andiamo…”

“Al Cova.”

“Se è pari al Biffi.”

“Benissimo.”

Arrivammo in piazza del Duomo. Il primo tranvai che si vide aveva il numero 187.

“187; cioè: 1 + 8 = 9; 9 + 7 = 16; 6 + 1 = 7.”

“Dispari.”

“Cioè a dire, si deve andare al Cova.”

“Precisamente.”

 

Conclusione:

Allora siamo andati al Biffi.

 

(da “La vita intensa” di Massimo Bontempelli, 1919)

 

Divertente è,  anzi spassoso senz’altro, questo breve brano posto a conclusione del primo romanzo della Vita Intensa. Spassoso perché, raccontando fatti di nessuna importanza e senza voler essere di uno psicologismo “alla Bourget” – se ne guarda bene nella prefazione lo stesso Bontempelli – riesce tuttavia ad offrirci uno dei tanti rapidissimi squarci di vita e di costume di una Milano collocata appena prima della Grande Guerra.

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